Aquilone blu onlus

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notizie del 14 - 15 luglio 2008
view post Posted on 15/7/2008, 17:39Quote

Femmina

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Quando il bullo è online
Sempre più pervasiva nelle nostre esistenze, la Rete fagocita progressivamente molte delle attività che un tempo svolgevamo al di qual dello schermo per proiettarle nel villaggio globale. Ciò comporta l’importazione nel Web anche delle cattive abitudini e di alcune pratiche spesso ai limiti della legalità. Il fenomeno del cyberbullismo, per esempio, ne è una chiara e limpida dimostrazione.

Grazie alle numerose opportunità di comunicazione offerte da Internet, i casi di bullismo online sono in costante crescita. Email, messaggistica istantanea, blog, smartphone, forum e siti web in genere si dimostrano così gli strumenti ideali per veicolare episodi di bullismo tra gli adolescenti, che spesso colpiscono vittime incapaci di reagire alle molestie che raggiungono dunque una vero e proprio stato di frustrazione ed esasperazione.

Difficile stimare con precisione l’entità del fenomeno in Rete, sono infatti molte le variabili che possono determinare un aumento degli episodi di cyberbullismo. Generalizzando molto, comunque, nei paesi in cui maggiore è la diffusione della connettività si registra un numero maggiore di casi di bullismo online, fenomeno da non sottovalutare e che spesso nasconde un disagio sociale che - a prescindere dalla Rete - si annida nelle generazioni più giovani e va affrontato prima che si possa tramutare in criminalità tout court.

Ormai da più di un anno, il National Crime Prevention Council (NCPC) degli Stati Uniti si è posto in prima linea per combattere gli episodi di cyberbullismo con campagne pubblicitarie e iniziative culturali per sensibilizzare genitori e adolescenti sul tema, troppo spesso trascurato e sottovalutato. Stando ai dati forniti dal NCPC, circa l’81% dei teenager statunitensi pensa che il cyberbullismo sia una pratica divertente, dimostrando però di non valutare con obiettività le possibili conseguenze di tali atti e la possibilità di essere scoperti. Sbagliando, gli adolescenti pensano di godere di una sorta di immunità, specialmente in Rete, là dove apparentemente sembra più facile rimanere nel completo anonimato.

Il cyberbullismo colpisce principalmente i giovani insicuri, che spesso reagiscono isolandosi completamente dagli amici e dalle attività di gruppo o ricercando un modo per vendicare il torto subito con un nuovo atto di bullismo, non necessariamente online.

Per affrontare il problema, senza eccessiva retorica o l’intento di spaventare il target, NCPC ha prodotto una campagna pubblicitaria trasmessa sulle principali reti nazionali statunitensti. Il messaggio veicolato è semplice e passa attraverso il claim: «Se non lo diresti di persona, perché dirlo online? Cancella il Cyberbullismo. Non scriverlo. Non diffonderlo».

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Volontari sugli scuolabus contro gli atti di bullismo

Giovani del servizio civile volontario sugli scuolabus per controllare i bambini e gli studenti di scuole elementari e medie ed evitare anche eventuali casi di bullismo, e multe ai genitori che per più volte tardano nel tornare a prendere i propri figli

Lucca - 11 luglio 2008 - Sono queste le novità essenziali del nuovo servizio di trasporto scolastico che è stato approvato martedì sera in consiglio comunale con il voto favorevole della maggioranza. Una pratica portata avanti dall’assessore all’istruzione Donatella Buonriposi. Sul fronte della sicurezza è stata inserita la regola riguardante la presenza, sugli scuolabus, di adulti che controlleranno i bambini che usufruiscono del servizio e che, eventualmente, dovranno verificare che non accadano atti di bullismo.



Grazie alle maggiori possibilità per il Comune di poter utilizzare, quanto meno dal prossimo anno, un numero più elevato di giovani del servizio civile volontario, ci saranno dunque occasioni per tanti ragazzi di poter impegnarsi in una attività socialmente utile. «Questi ragazzi che saliranno sui pulmini — afferma l’assessore Buonriposi — , non soltanto potranno verificare che non accadano fenomeni di bullismo, ma potranno anche organizzare attività ricreative in modo tale che il percorso scuola-casa sia piacevole, e tenere occupati i bambini. Insomma, fare in modo che il tragitto sia anche un momento di socializzazione». L’altro aspetto del regolamento riguarda anche l’introduzione di multe. Ma in che modo? Innanzitutto precisiamo che l’autista, o comunque l’accompagnatore, dovrà consegnare l’alunno solo ai genitori o ai loro delegati.



In caso di loro assenza alla fermata, il bambino sarà trattenuto sullo scuolabus, condotto al capolinea e sorvegliato. Entro gli orari di chiusura del deposito, e comunque entro due ore dall’arrivo dello scuolabus al capolinea, l’alunno sarà consegnato ai vigili urbani, ai quali sarà anche segnalato quanto accaduto. Nel caso in cui il genitore non torni per più volte a prendere l’alunno nei tempi prestabiliti, può scattare la sanzione pari a 50 euro, a prescindere dalla durata del ritardo.



Il mancato pagamento della multa poi comporterà l’avvio della procedura di riscossione coattiva. Naturalmente lo stesso assessore Buonriposi chiarisce come non si tratti di una misura che vuole andare a colpire le famiglie, ma che è tesa ad evitare il verificarsi di certe situazioni e soprattutto a tutela dei minori. A tutti i genitori che faranno richiesta del servizio di scuolabus sarà comunque richiesta una dichiarazione con la quale si attesta se effettivamente il bambino tornerà a casa da solo, una volta sceso dal pulmino, oppure se dovrà attendere i propri genitori o loro delegati.

Cristiano Consorti

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Minori scomparsi: 7 su 10 sono stranieri



La maggiorparte ha tra i 15 e i 17 anni. L’Ue: Italia in ritardo sul numero unico per le segnalazioni



Roma – 11 luglio 2008 - Sono 890 i minori scomparsi in Italia, di questi 218 sono italiani e 672 stranieri. I dati aggiornati al 3 luglio scorso, forniti ieri dall'ufficio del Commissario straordinario per le persone scomparse in occasione della riunione al Viminale del tavolo di lavoro sul tema, rilevano come la fascia d'età a maggior rischio e' quella tra i 15 e i 17 anni con 116 minori italiani e 457 minori stranieri scomparsi.

La maggior parte si allontana volontariamente (105 italiani, 159 stranieri) o lascia istituti e comunità di accoglienza (71 italiani, 430 stranieri), altri vengono sottratti da un coniuge o da altro familiare (13 italiani, 16 stranieri). Sono inoltre 594 gli italiani scomparsi all'estero dal 1974 ad oggi, di questi sono 109 quelli ancora da ricercare (97 i maggiorenni e 12 i minorenni).

Intanto, dalla Commissione Europea arriva un richiamo all’Italia per non aver attivato il numero unico Ue per la segnalazione dei bambini scomparsi, un’idea lanciata da Bruxelles circa un anno fa.

Il numero è il 116 accompagnato da 000 per segnalare bambini scomparsi. Il 116 seguito da 111 è invece dedicato ai bambini che hanno bisogno di assistenza, il 116 seguito da 123, è riservato ad interventi per un sostegno morale agli adulti.

I numeri sono stati messi a disposizione in 24 paesi (tutti tranne Italia, Lettonia e Gran Bretagna), ma - sottolinea la Commissione - la maggior parte degli Stati non ha poi compiuto molti sforzi per informare i potenziali fruitori del servizio, e solo l'Ungheria e' completamente in regola con una completa operatività.



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DATI DI TELEFONO BLU

Bambini abbandonati



Le cifre di un dramma

20 in media i neonati abbandonati in un anno

10 i bambini abbandonati ogni anno muoiono quasi subito

10% soltanto uno su 10 viene ritrovato

27% quasi una volta su 3 la madre ha un complice

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Edited by cristiana58 - 16/7/2008, 13:18

"Siate il cambiamento che volete vedere nel mondo" Gandhi
 
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